" la mia religione ha la N maiuscola di Natura "
Frank Lloyd Wright
( 8 giugno 1867 Winsconsin - 9 aprile 1959 Phoenix, Arizona)
domenica 17 febbraio 2019
martedì 1 maggio 2018
Sol LeWitt, Between the Lines alla Fondazione Carriero
E anche quando si stenta a trovare nei prodotti di design presentati per questo salone del Mobile un'idea di progetto, il conforto lo si può trovare in uno dei maestri contemporanei più significativi, che lavorò attraversando differenti discipline.
A dieci anni dalla sua scomparsa la Fondazione Carriero dedica a Sol LeWitt una potente mostra curata da Francesco Stocchi e Rem Koolhaas. Concettuale, minimale, modulare, spaziale, il suo lavoro si inserisce in questo prezioso angolo di Milano ricavato dall'unione di spazi di Palazzo Visconti di gusto neosettecentesco a imitazione rococò con richiami tardobarocchi diffusisi nei palazzi signorili del '900, e spazi del Palazzo quattrocentesco Parravicini, nel cuore di san Babila, spazi che furono riadattati dall'arch. Gae Aulenti quando ospitò la sede di una banca privata.
Sol LeWitt (Hartford 1928- New York 2007)
La mostra rimane aperta sino al 23 giugno 2018.
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| Sol LeWitt, Between the Lines |
lunedì 14 novembre 2016
è morto Luigi Caccia Dominioni
Architetto, urbanista designer, che ha segnato la Milano della ricostruzione, si è spento ieri all'età di 102 anni.
“La ragione fondamentale di ogni forma è la sua stretta aderenza alla vita. È una regola elementare dalle ricchissime e varie conseguenze”
Luigi Caccia Dominioni (Milano, 7 dicembre 1913 – Milano, 13 novembre 2016)

domenica 23 ottobre 2016
Blog Notes: "Architecture is..."
"The architecture is the learned game,
correct and magnificent,
of forms assembled in the light."
Le Corbusier
correct and magnificent,
of forms assembled in the light."
Le Corbusier
AGA KHAN THE WINNERS
Con l'edizione 2014-2016, l'Aga Khan Award for Architecture, si conferma come importante promotore della architettura contemporanea di qualità. Istituito nel 1977, seleziona i progetti più rappresentativi realizzati in quei luoghi del mondo dove determinante è la presenza musulmana. Allargando il concetto di Islam, comprende anche esempi europei, confermandosi internazionale sin nelle scelte finali della prestigiosa giuria.
Questi i sei progetti vincitori.
Questi i sei progetti vincitori.
- lo spazio pubblico multietnico Superkilen di Big a Copenaghen,
- il ponte pedonale Tabiat a Teheran progettato da Diba Tensile Architecture,
- l’Hutong Children’s Library and Art Centre di ZAO/standardarchitecture/Zhang Ke a Pechino,
- l’Issam Fares Institute for Public Policy and International Affairs di Zaha Hadid a Beirut,
- il Friendship Centre di Kashef Mahboob Chowdhury
- e la Bait Ur Rouf Mosque di Marina Tabassum in Bangladesh.
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| Superkilen, Copenhagen, Denmark - The parallel, yet diverging, white stripes are meant to curate movement of people on site around and towards objects. | AKTC / Kristian Skeie |
THE FIRST LEVITATING TURNTABLE
Il primo giradischi levitante:
I progettisti: un team sloveno di designer e ingegneri audio.
MAG-LEV Audio, migliora visivamente l'esperienza di ascolto di dischi in vinile e come dicono i progettisti, unendo la loro passione per la musica con un'attenta integrazione della tecnologia e componenti audio di alta gamma, hanno creato una piattaforma girevole del futuro per uno strumento del passato.
Per gli audiofili il sogno dell'anti vibrazione è diventato realtà, così come senza alcun contatto fisico tra il meccanismo di rotazione e il piatto - regolata con un sistema software di regolazione sensore - teoricamente giradischi potrebbe eliminare le piccole quantità di distorsione causati da vibrazioni o attrito.
Certo è che il design è spettacolare, sofisticato e discreto del giradischi, con dettagli come un braccio semi-automatico che alza alla fine del disco, un meccanismo di discesa dolce che impedisce all'ago di cadere duramente sulle scanalature di vinile, una futuristica incandescenza arancione del LED che illumina il piatto da sotto durante la riproduzione, e un proprio sistema di alimentazione UPS integrata per assicurare, anche in mancanza di corrente, di spegnere il MAG-LEV con sicurezza senza danneggiare un vinile.I progettisti: un team sloveno di designer e ingegneri audio.
sabato 12 marzo 2016
la decrescita del design
Decrescita, sviluppo a crescita zero, riqualificazione dell'esistente: presupposti fondamentali per la nuova edilizia urbana che sembrano interessare anche il nostro vissuto domestico.
E' una presenza trasversale, che rilancia il mercato del vintage, e quello del riuso e della reinterpretazione degli oggetti dei decenni passati.
Ma può essere il tempo a migliorare il valore di un oggetto?
Che cos'è il buon design?
Stavo pensando a cosa diceva Bruno Munari...
Che cos'è il buon design?
Stavo pensando a cosa diceva Bruno Munari...
Dovendo dare una definizione di design userei la sua.
Munari diceva che il designer produce fondamentalmente per il tempo lungo e che il design dovrebbe tendere all’essenzialità togliendo le sovrastrutture e fondendo le funzioni, a differenza dello styling che segue le mode e dura il tempo di una stagione o ancor meno.
Munari diceva che il designer produce fondamentalmente per il tempo lungo e che il design dovrebbe tendere all’essenzialità togliendo le sovrastrutture e fondendo le funzioni, a differenza dello styling che segue le mode e dura il tempo di una stagione o ancor meno.
E' quindi il buon design che è per sempre, utile,
innovativo, preferibilmente comprensibile, certamente estetico e definito in
ogni dettaglio (concetti espressi da Dieter Rams nelle sue ’10 regole per il
buon design’ del 1980) con la minor progettazione possibile.
“Less but better”
(D. Rams), “Less is more” e “God is in
the details” (L. Mies van der Rohe), “ Dal cucchiaio alla città” (E.N. Rogers).
Quindi all'imperante politica dell'usa e getta ("Usa e getta- le follie dell'obsolescenza programmata" di Serge Latouche per Bollati Boringhieri), solo la qualità è destinata a sopravvivere.
La qualità è per sempre.
Quindi all'imperante politica dell'usa e getta ("Usa e getta- le follie dell'obsolescenza programmata" di Serge Latouche per Bollati Boringhieri), solo la qualità è destinata a sopravvivere.
La qualità è per sempre.
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| Snow White’s Coffin (“bara di Biancaneve”) Dieter Rams Braun SK4, 1958. Museu de les Arts Decoratives de Barcelona-DHUB |
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venerdì 11 marzo 2016
Olafur Eliasson illusionista della luce
Si è concluso l'anno dedicato alla luce, elemento con cui il danese Olafur Eliasson ama misurarsi. Ultima produzione la personale BAROQUE BAROQUE che ha chiuso i battenti al 6 marzo 2016 al Palazzo d'Inverno a Vienna, residenza invernale del Principe Eugenio di Savoia.
Ci accoglie nell'ampio vano scala l'installazione Yellow Corridor che usa alcuni spettri per creare un'atmosfera dove decontaminarsi e accedere al piano superiore dove è stato ambientato il meglio della produzione dell'artista dell'ultimo ventennio.
Tra illusione e scienza: lavori sulla percezione visiva nei quali il visitatore si trova coinvolto, diventando parte dell'opera stessa.
Un Caravaggio dei nostri tempi: con quella curiosità dei maestri del 600 e del 700, che guardavano alle scoperte scientifiche che rivoluzionarono il campo dell'ottica.
Coinvolgente.
Ci accoglie nell'ampio vano scala l'installazione Yellow Corridor che usa alcuni spettri per creare un'atmosfera dove decontaminarsi e accedere al piano superiore dove è stato ambientato il meglio della produzione dell'artista dell'ultimo ventennio.
Tra illusione e scienza: lavori sulla percezione visiva nei quali il visitatore si trova coinvolto, diventando parte dell'opera stessa.
Un Caravaggio dei nostri tempi: con quella curiosità dei maestri del 600 e del 700, che guardavano alle scoperte scientifiche che rivoluzionarono il campo dell'ottica.
Coinvolgente.
domenica 26 luglio 2015
the BIENNALE DI VENEZIA longer than ever
La concomitanza con l'EXPO di Milano, ha fatto della Biennale D'arte di Venezia di quest'anno, la Biennale più lunga che mai.
Una occasione per fruire, con il tempo che serve, l'evento e la città che l'accoglie.
Da non perdere: le opere del catalano Jaume Plensa, classe 1955, di Barcelona,
all'Isola di San Giorgio nella Basilica di San Giorgio Maggiore e nello spazio attiguo alla Basilica con l' infilata dei volti delle sue creature in alabastro, opere che ci fanno vacillare per la loro bellezza nota ma sconosciuta, così umane ed aliene, come forse siamo tutti uno per l'altro. Luci e materiali ricercati.
Il percorso culmina con Together , in Basilica, un invito, una benedizione di fratellanza.
Per conoscere l'autore da ascoltare in suo TEDxTalk.
Una occasione per fruire, con il tempo che serve, l'evento e la città che l'accoglie.
Da non perdere: le opere del catalano Jaume Plensa, classe 1955, di Barcelona,
all'Isola di San Giorgio nella Basilica di San Giorgio Maggiore e nello spazio attiguo alla Basilica con l' infilata dei volti delle sue creature in alabastro, opere che ci fanno vacillare per la loro bellezza nota ma sconosciuta, così umane ed aliene, come forse siamo tutti uno per l'altro. Luci e materiali ricercati.
Il percorso culmina con Together , in Basilica, un invito, una benedizione di fratellanza.
Per conoscere l'autore da ascoltare in suo TEDxTalk.
domenica 15 febbraio 2015
blogNotes: Hans Hollein dice di Sottsass
"Sottsass è un mago.
Senza Sottsass la nostra vita sarebbe incolore".
Hans Hollein, Vienna 16 gennaio 2005
sabato 14 febbraio 2015
Wearable chairs- Minneapolis 1971
Prendendo spunto dal discorso di Ettore Sottsass jr. trattato in " C'est pas facile la vie" del 1987:
"...un uomo senza sedia è un uomo che non ha niente, è veramente un avanzo della società quando è stanco (dato che gli avanzi della società sono compagni della stanchezza) deve sedersi sul marciapiede o su un sasso o su un muretto, tutte cose che - si sa - sono molto sconvenienti...
Per questo Gianni (Pettena) ha disegnato un tipo di sedia che uno se la lega sul sedere tramite cinghie adatte: così tutti possono girare per le strade facendo vedere che la sedia ce l'hanno...."
Gianni Pettena, uno dei protagonisti più interessanti del periodo dell' Architettura Radicale', nata a Firenze con Archizoom, Lapo Binazzi, Remo Buti, Andrea Branzi, Superstudio, UFO,ma anche con Sottsass, Mendini, La Pietra, Gaetano Pesce e Franco Raggi, mentre nel 1968 Christo impacchetta la Kundstalle di Berna, in italia nasce l'arte povera e Pettena conduce i suoi esperimenti di performance urbane e paesistiche, tra architettura radicale e arte Land.
Weareable chairs: Vestirsi di sedie
Nel 1971 mentre si trovava in America, invitato come artist-in-residence al Minneapolis College of Art and Design, realizza questa performance, replicata nel 2011 a Milano al NABA.
Performance: 10 elementi in legno cm.125x40x5. Durata: 6 ore circa.
Mostra: 8 elementi in legno cm.125x40x5, 2 in legno e resina cm..98x43x41 e cm 133x43x8 Durata: 12 giorni.
Documentazione performance e mostra: foto b/n e colore, fotocopie originali, manifesto
La performance fu condotta da dieci allievi di Pettena al Minneapolis College of Art and Design. Indossate le sedie, i ragazzi percorrono la città, a piedi, in autobus, la propria sedia come la propria ombra, sostano, rientrano. Le sedie furono poi esposte insieme a altra documentazione, come reperto, al Minneapolis Institute of Arts in una mostra in cui otto erano affisse alla parete e due erano state ibernate nella resina, imprigionate nelle due posizioni tipo, d'uso e di riposo.
Un giorno cioè, un gruppo di persone, in fila indiana, si rendono autosufficienti: danno vita a degli oggetti disarticolati senza forma e senza senso, cedendo ad essi comunque qualcosa. Il tutto viene poi raccontato, a futura memoria, a chi non era lì quel giorno e si deve affidare, quindi, alla buona fede di chi la racconta.
Le sedie erano soltanto strumenti adatti a una possibile integrazione, disarticolati se non indossati, segnale della necessità di una presenza corporea per avere un senso. Dal comportamento derivava dunque anche la strumentazione di viaggio verso regioni non conosciute, che diventavano così percorribili.
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blogNotes: Ettore Sottsass jr - La sedia
... La sedia dev'essere davvero un oggetto molto importante nel senso della comunicazione visto che sulle sedie si potrebbero scrivere enciclopedie voluminose e visto che Lévy-Strauss potrebbe scrivere un saggio un po' presuntuoso ma molto sapiente e così via.....
Comunque la sedia dev'essere davvero un oggetto molto importante anche perchè mia madre mi aveva insegnato che alle signore bisogna sempre cedere il posto.....
Voglio dire che per onorare la signora, l'uomo bisogna che si stacchi dalla sedia, la sedia la deve abbandonare, deve mostrarsi disarmato dalla sedia, nudo di sedia, sguarnito...
Poi non si dice per esempio che i politici, o i capi, o i banchieri eccetera difendono a denti stretti il loro "posto".... li loro cadreghino, la loro poltrona, la loro sedia, per dire che difendono l'oggetto più importante, lo strumento essenziale...
da 'C' est pas facile la vie' di Ettore Sottsass ed Il Melangolo 1987
martedì 23 dicembre 2014
BUONE FESTE
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sabato 20 dicembre 2014
Lights and shadows from Denmark
Riconosciuto per essere stato il primo architetto dell'illuminazione di interni, il designer danese Poul Henningsen dedicò gran parte della sua vita ad esplorare il modo in cui la luce può condurre benessere all'esistenza umana.
Poul Henningsen è nato a Copenaghen figlio della famosa attrice danese Agnes Henningsen. Mai laureato come architetto, ha studiato presso la Scuola Tecnica a Frederiksberg, Danimarca 1911-14, e poi al Technical College di Copenhagen 1914-17.
Ha iniziato a praticare l'architettura funzionalista tradizionale, ma nel corso degli anni i suoi interessi professionali cambiarono e si concentrò principalmente sulla illuminazione che è quello che lo ha reso famoso. Curioso e aperto ad varie esperienze, si occupò anche di scrittura, diventando giornalista e autore. All'inizio della seconda guerra mondiale, è stato l'architetto capo di quel folle progetto che sono i Giardini di Tivoli a Copenhagen. Come molte altre persone creative, fu costretto a fuggire dalla Danimarca durante l'occupazione tedesca, diventando una parte vitale della colonia danese di artisti che vivevano in Svezia.
Il lavoro pionieristico di Poul Henningsen riguarda le relazioni tra strutture leggere, ombre, bagliori, e riproduzione dei colori, rispetto al bisogno dell'uomo per la luce. Credendo che le persone non dovessero essere soggette all’ abbagliamento diretto di una fonte di luce elettrica, si impegnò per creare lampade che riuscissero a produrre un'illuminazione anabbagliante.
Attenzione per la luce, nata in un paese del Nord, dal bisogno dell'uomo per la luce, valorizzazione , mai spreco, tant'è che in Danimarca le città sono poco illuminate, il giusto, , mentre da noi, le città andrebbero spente.
A Copenhagen in quasi 1 casa su 2 è presente la PH5 (5 da 50 che è il diametro del disco maggiore della lampada).
La serie chiamata PH, è una delle sue collezioni più famose e includeva la Lampada da Tavolo 3/2, il PH Artichoke, la PH5 e la lampada da terra PH 3½ - 2½ .
La sua collaborazione permanente con Louis Poulsen Lighting iniziò nel 1925 e durò fino alla sua morte. Fino ad oggi, Louis Poulsen beneficia ancora il suo genio.Gli scatti a seguire sono stati fatti nel mitico show room da sempre in Gammel Strand 28.
(Poul Henningsen - Danimarca- 9 September 1894 – 31 January 1967)
Poul Henningsen è nato a Copenaghen figlio della famosa attrice danese Agnes Henningsen. Mai laureato come architetto, ha studiato presso la Scuola Tecnica a Frederiksberg, Danimarca 1911-14, e poi al Technical College di Copenhagen 1914-17.
Ha iniziato a praticare l'architettura funzionalista tradizionale, ma nel corso degli anni i suoi interessi professionali cambiarono e si concentrò principalmente sulla illuminazione che è quello che lo ha reso famoso. Curioso e aperto ad varie esperienze, si occupò anche di scrittura, diventando giornalista e autore. All'inizio della seconda guerra mondiale, è stato l'architetto capo di quel folle progetto che sono i Giardini di Tivoli a Copenhagen. Come molte altre persone creative, fu costretto a fuggire dalla Danimarca durante l'occupazione tedesca, diventando una parte vitale della colonia danese di artisti che vivevano in Svezia.
Il lavoro pionieristico di Poul Henningsen riguarda le relazioni tra strutture leggere, ombre, bagliori, e riproduzione dei colori, rispetto al bisogno dell'uomo per la luce. Credendo che le persone non dovessero essere soggette all’ abbagliamento diretto di una fonte di luce elettrica, si impegnò per creare lampade che riuscissero a produrre un'illuminazione anabbagliante.
Attenzione per la luce, nata in un paese del Nord, dal bisogno dell'uomo per la luce, valorizzazione , mai spreco, tant'è che in Danimarca le città sono poco illuminate, il giusto, , mentre da noi, le città andrebbero spente.
A Copenhagen in quasi 1 casa su 2 è presente la PH5 (5 da 50 che è il diametro del disco maggiore della lampada).
La serie chiamata PH, è una delle sue collezioni più famose e includeva la Lampada da Tavolo 3/2, il PH Artichoke, la PH5 e la lampada da terra PH 3½ - 2½ .
La sua collaborazione permanente con Louis Poulsen Lighting iniziò nel 1925 e durò fino alla sua morte. Fino ad oggi, Louis Poulsen beneficia ancora il suo genio.Gli scatti a seguire sono stati fatti nel mitico show room da sempre in Gammel Strand 28.
(Poul Henningsen - Danimarca- 9 September 1894 – 31 January 1967)
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| PH5 spaccato di studio riflessioni luminose |
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| showroom Poulsen Copenhagen archivio storico |
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| showroom Poulsen Copenhagen PH5 new edition |
blogNotes: Poul Henningsen 2
" Il tecnico non dovrebbe mai dimenticare che è un'artista,
l'artista che è un tecnico".
Poul Henningsen
(Danimarca 1894-1967)
blogNotes: Poul Henningsen
" future comes by itself,
progress does not ...."
Poul Henningsen
Danimarca
(9 September 1894 – 31 January 1967)
progress does not ...."
Poul Henningsen
Danimarca
(9 September 1894 – 31 January 1967)
mercoledì 10 dicembre 2014
Lights and shadows from the North
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| Luxo -L1 Jac Jacobsen 1937 |
Jac Jacobsen (1901-1996) è stato un grande designer norvegese.
Dal 1921 Jacobsen ha lavorato nel settore tessile. Nel 1934 ha fondato Luxo ASA, ex Jac. Jacobsen A / S. In origine era una società di marketing per le macchine tessili.
La storia racconta che nel 1936 Jac Jacobsen ricevette due molle bilanciate incluse in una spedizione di macchine da cucire dall'Inghilterra. Anche se l'invenzione tecnica che prevedeva questo braccio snodato e bilanciato a molla era geniale, la costruzione apparecchio nel suo complesso era rozza e primitiva e doveva essere migliorata, prima di essere approvata e presentata al mercato.
Ma ci riuscì, e la produzione della L1 iniziò a Oslo nell'autunno del 1937. Il nome LUXO deriva dal latino con il significato di "Io do la luce".
E quest'uomo del Nord, con la sua lampada a braccio ha davvero illuminato il mondo. Oggi, la lampada è presente nei musei di tutto il mondo, esempio di buon design, design storico, di lampada classica. Il principio costruttivo di L1 si basa sulla lampada Anglepoise , sviluppato da George Carwardine nel 1933.
Classica lampada da scrivania , la versione originale dell'architetto, l' apparecchio Luxo, L-1 è ancora in produzione. Ad oggi oltre 25 milioni di esemplari sono stati venduti in tutto il mondo, senza contare le innumerevoli imitazioni. Jac Jacobsen visse fino a 95 anni ed è stato attivo nella società fino ai suoi ultimi giorni.
Oggi il Gruppo Luxo è costituito da aziende di vendita e 14 unità produttive, situate in 10 paesi, sia in Europa e America del Nord . La sede si trova a Oslo, in Norvegia.
Nel 2007 la Luxit per celebrare i 70 anni di prod. Propone la King Size The Great 1, peso 100kg,, 4 mt altezza.
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| King Size The Great 1 LUXIT 2007 |
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giovedì 25 settembre 2014
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