domenica 26 agosto 2012

Ray e Charles Eames chair 1945




DCM sedia da pranzo in metallo, LCM sedia bassa in metallo, DCW dining chair wood...
i coniugi Eames hanno spesso variato i disegni delle loro sedie combinando una scocca con basi differenti: l'abbinamento della scocca in tubolare d'acciaio cromato ha dato leggerezza e creato una tensione contrastante tra due materiali così differenti; nella collezione in legno, il compensato sagomato della base e della seduta e schienale, si sviluppano tridimensionalmente adattandosi al corpo con una forma organica, calda e rilassante.




venerdì 24 agosto 2012

"The Eames Films are the Eames Essays"


Tra il 1950 e il 1982, Charles e Ray Eames realizzano più di 100 cortometraggi che vanno da 1 a 30 minuti di durata, utilizzando anche la tecnica della proiezione di diapositive in multischermo. Se si desidera esplorare il loro lavoro, si deve cominciare da qui:
i film degli Eames sono i loro saggi.



Ecco Kaleidoscope Jazz Chair, nato per un progetto di laurea di design di studenti, estetica e meditazione nei film degli Eames, realizzato nel 1960 con le sedie Plastic Chair Group del '50.

martedì 21 agosto 2012

Charles e Ray Eames anniversario

Da sempre i miei preferiti, coppia così unita persino nella loro scomparsa. 
Il 21 agosto ricordiamo l'anniversario della morte di Charles (Saint Louis Missouri 1978), e della moglie Ray mancata lo stesso giorno di dieci anni dopo.
Questo pensiero me li fa amare ancora di più.



La qualità del loro lavoro, e la felicità con la quale ce la trasmettono non finirà mai.

sabato 18 agosto 2012

capsule rifugio per la montagna




video

La casa mobile per alpinisti disegnata nel 1938 da Charlotte Perriand e Pierre Janneret, di cui esistevano solamente i disegni esecutivi ed alcuni modellini in scala ridotta, con i sui piedi a palafitta, l'esterno metallico e la sua forma a spicchi che ci ricorda una navicella spaziale, è stata realizzata.

venerdì 17 agosto 2012

Il "rifugio-botte" Charlotte Perriand 1938

Continuazione del discorso intrapreso con il Bivouac del '36/37 apportava dei miglioramenti strutturali, soprattutto con l'installazione di un sistema di ventilazione che evitasse il formarsi di condense senza raffreddare: non fu mai realizzato a causa della guerra, concepito con Pierre Janneret. Progetto nato dallo studio del tempo libero, già affrontato con le case prefabbricate da weekend pensate in riva ai fiumi, esprime la sua capacità di mettere in relazione l'architettura con gli interni e il loro arredamento nel rapporto dell'uomo con l'ambiente.


refuge tonneau


martedì 14 agosto 2012

Charlotte e la montagna

1935 Charlotte Perriand

" Bisognava che la costruzione fosse aperta sulla natura, e divenisse l'espressione della ribollente gioventù alla quale era destinata"

lunedì 13 agosto 2012

1936/37 Refuge Bivouac Mont Joly

Il bivacco di 4x2 mt. su palafitte, con elementi prefabbricati in alluminio e pannelli isolanti Isorel, sviluppati attorno ad una ossatura metallica, assemblato in soli 4 giorni. Era concepito per sei persone con arredamento molto compatto e polifunzionale: appoggi per i materassi che diventano panche, credenza che ribaltata diventa tavolo, un secchio raccogli neve sospeso sopra un apparato radiante per l'acqua, sei sgabelli contenitori, un armadietto per gli sci con lo scolo per l'acqua.
1936/37  Mont Joly Alta Savoia altitudine 2000 mt. - Charlotte Perriand architetto André Tournon ingegnere






giovedì 9 agosto 2012

bivacchi contemporanei

Se i rifugi contemporanei sono interpretati oggi come degli alberghi d'alta quota, sottostando anche a tutte le normative igienico sanitarie; i bivacchi invece, essendo dei presidi per alpinisti privi di custodia e servizi, sono una occasione per fare delle micro architetture libere con la funzione di proteggere l'uomo in alta montagna.

bivacco sotto il Grintavec (Slo)

Bivacco sul Kotovo Sedlo (Slo)

Bivacco Gervasutti

mercoledì 8 agosto 2012

"cantieri d'alta quota" in mostra

Oggi presso il rifugio Baita Tonda di Terragnolo Folgaria, in provincia di Trento, avrà luogo il dibattito- convegno dal titolo: Costruire in alta quota. Tecnologie, materiali, sostenibilità, ad inaugurare la seconda tappa della mostra itinerante "Cantieri d'alta quota" che resterà allestita sino al 26 agosto e che racconta la storia ed il presente dei rifugi alpini.




Non a caso quindi presso questa costruzione dalla caratteristica forma circolare, costruita nel 1948 a 1.605 mt di altitudine, e restaurata nel 2010 dall' architetto Marcello Lubian con un progetto che è stato premiato con il Premio Sostenibilità lo scorso anno.
La rassegna prende spunto dalla pubblicazione " Cantieri d'alta quota" - Breve storia della costruzione dei rifugi nelle Alpi, scritto da Luca Gibello che parteciperà all'evento.
Libro di interesse assoluto per tutti gli amanti della montagna nonchè per gli addetti ai lavori: 
una ricostruzione calata nei vari periodi storici delle motivazioni e delle tecniche con le quali questi sono stati costruiti.
Vengono analizzati circa 190 rifugi e 20 bivacchi in Italia, Francia, Svizzera, Germania ,Austria e Slovenia.
Ricordiamo che Luca Gibello è caporedattore del Giornale dell'Architettura che oggi on line pubblica: " Il Giornale dell'Architettura" vi invita in montagna e vi augura buone vacanze, che ovviamente vi invitiamo a leggere.

venerdì 3 agosto 2012

Audrey Hepburn stile e bicicletta




Icona di stile ed eleganza, a passeggio in bicicletta con il suo cagnolino
Audrey Hepburn dice di se: 'la mia carriera è un completo mistero per me, è stata una sorpresa totale fin dal primo giorno...'
Ingrediente principale: naturalezza.

giovedì 2 agosto 2012

Cinelli storia di un successo premiato con il Compasso D'Oro

Vediamo la foto di Doisneau, di Tati con la bicicletta smembrata ad arte, e la sua camera d'aria con tanto di bolla sulla spalla... e pensiamo alla storia di una azienda che sta alle biciclette come la Ferrari sta alle automobili: Cinelli.
Cino Cinelli che nel '48 decide di applicare le esperienze fatte correndo da professionista e la sua passione per la meccanica, producendo biciclette fatte di geniali innovazioni:il primo manubrio in alluminio, i primi gancetti fermapiede e il pedale a sgancio rapido.
Viene declinato nella mission aziendale  IN BIKE WE TRUST! , ed ogni elemento della bicicletta viene trasformato in un qualche cosa che prima non c'era, vivendo in design non come estetica ma come forma e funzione, innovazione, unicità, creatività.
Nel 1991 unica, vince in Compasso D'oro con la Laser, un progetto totale, che abbandona le congiunzioni e introduce il Tig nei telai da strada.
L'azienda vanta il logo disegnato da Italo Lupi e una Laser decorata da Keith Haring.
Nel 2000 nasce Bootleg progetto per esplorare l'idea del ciclismo totale, dove troviamo pensieri su "L'irozen, la psicadelia e l'iniziazione alla bicicletta", e possiamo essere informati sul Tour D'Afrique del 2012 , esperienza per le Bootleg di circa 12.000 km attraverso l'Africa.







mercoledì 1 agosto 2012

le vélo de Tati

Robert Doisneau - Le vélo de Tati 1949
tratta da La bici in dieci immagini dei grandi maestri della fotografia su Design Playground fonte indipendente per la diffusione della cultura del progetto.